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sabato 9 aprile 2011
tratto da www.byoblu di C. Messora
Il pesci-portachiavi. Vivo
Nelle strade e agli ingressi delle metropolitane cinesi, nonché all’uscita delle scuole elementari, sembra che per pochi Yen si possano comprare macabri portachiavi, con dentro piccole creature viventi destinate alla morte in poche ore. Si tratta di pesciolini e tartarughe.
Non preoccupatevi: chi li realizza sostiene di avere inserito in quel microscopico spazio vitale tutti i nutrienti necessari a far sopravvivere l’animaletto. Fa niente che l’involucro sia totalmente sigillato, e dunque una creatura vivente in realtà non possa sopravvivere che poche ore: c’è chi sostiene che pesci e tartarughe riescano ad agonizzare anche per qualche mese.
Per lenire eventuali rimorsi o sbarazzarsi di remore residuali, può essere utile sapere che i simpatici ospiti in fondo non muoiono invano: dopo avere verificato che hanno cessato ogni funzione vitale (ma in fondo anche no) si possono mettere 15 secondi nel microonde, ancora immersi nel loro bel liquido amniotico artificiale, e gustare così un delizioso snack.
Sembra che questa pratica sia stata inventata da quei geniacci dei cinesi in occasione delle scorse olimpiadi di Pechino, e che sia ancora molto diffusa. Ricorderete Bonsay Kitten, il sito che aveva destato scalpore qualche anno fa proponendo una tecnica per imbottigliare i gattini appena nati. La moda dei portachiavi viventi potrebbe trattarsi a sua volta di una bufala? La rete è piena di testimonianze che vanno in segno contrario, e del resto ho smesso di stupirmi da molto tempo di qualsiasi cosa.
In ogni caso, nel pianeta delle scimmie gli esseri umani erano sottomessi ai primati, la specie animale dominante. Comincio a pensare che non fosse quello il mondo a rovescio, ma il nostro.




Non preoccupatevi: chi li realizza sostiene di avere inserito in quel microscopico spazio vitale tutti i nutrienti necessari a far sopravvivere l’animaletto. Fa niente che l’involucro sia totalmente sigillato, e dunque una creatura vivente in realtà non possa sopravvivere che poche ore: c’è chi sostiene che pesci e tartarughe riescano ad agonizzare anche per qualche mese.
Per lenire eventuali rimorsi o sbarazzarsi di remore residuali, può essere utile sapere che i simpatici ospiti in fondo non muoiono invano: dopo avere verificato che hanno cessato ogni funzione vitale (ma in fondo anche no) si possono mettere 15 secondi nel microonde, ancora immersi nel loro bel liquido amniotico artificiale, e gustare così un delizioso snack.
Sembra che questa pratica sia stata inventata da quei geniacci dei cinesi in occasione delle scorse olimpiadi di Pechino, e che sia ancora molto diffusa. Ricorderete Bonsay Kitten, il sito che aveva destato scalpore qualche anno fa proponendo una tecnica per imbottigliare i gattini appena nati. La moda dei portachiavi viventi potrebbe trattarsi a sua volta di una bufala? La rete è piena di testimonianze che vanno in segno contrario, e del resto ho smesso di stupirmi da molto tempo di qualsiasi cosa.
In ogni caso, nel pianeta delle scimmie gli esseri umani erano sottomessi ai primati, la specie animale dominante. Comincio a pensare che non fosse quello il mondo a rovescio, ma il nostro.
tratto da PIOVONO RANE - il blog di Alessandro Gilioli
Il bar anti immigrati (e la suora a 180 all’ora)
Postato in Senza Categoria il 9 aprile, 2011Un paio di lettori mi hanno scritto per via del bar romano che avrebbe messo in vetrina un cartello in cui si vietava l’ingresso ai cani agli immigrati.
Ovvio, se fosse confermato ci sarebbe parecchio da dire, lo so.
Ma ho glissato finora per un paio di motivi.
Il primo è che da nessuna parte, nel comunicato dell’avvocato Giacinto Canzona e quindi delle agenzie che lo hanno ripreso, c’era l’indirizzo del presunto bar: Montesacro è un quartiere popoloso come Monza e bisognerebbe battere strada per strada per verificare se c’è davvero, questo cartello, o almeno se c’è mai stato. Anzi, approfitto per chiedere a qualche lettore della zona, se per caso passa in questo blog, di farci sapere se ha mai visto il messaggio in questione.
Il secondo è che a dettare la notizia all’Ansa è stato appunto l’avvocato Giacinto Canzona, già noto in passato per aver rifilato ai media un bel mix di notizie in forte odor di bufala: una suora fermata a 180 all’ora in autostrada, un pattinatore multato perché pattinava senza patente, un’obesa costretta a pagare un supplemento-ciccia su un volo RyanAir, un gatto che ha ereditato dieci milioni di euro, un prete positivo all’etilometro per colpa del vino da messa, una novizia in topless su Facebook, una ragazza che celebra l’addio al nubilato con uno spogliarellista cubano ma il fidanzato la scopre e fa saltare le nozze, una donna che fa il voto di castità e il marito chiede la separazione con addebito, più Giampiero Galeazzi condannato per aver detto «terrone» al suo portinaio.
Qualcuno in passato era arrivato a paragonare l’avvocato Canzona a Luther Blisset – insomma uno scoperchiatore consapevole dei meccanismi malati dei media.
Boh, può darsi, anche se il giochino non è nuovissimo e di razzismo vero in Italia ce ne sarebbe abbastanza per non farsi venire l’uzzolo di inventarsi quello farlocco.
Al momento, comunque, ogni tentativo di raggiungere l’avvocato Canzona sui suoi numeri di telefono – studio e cellulare – è risultato vano. Mica per altro, ma a Montesacro in moto da casa mia ci arrivo in cinque minuti, e ’sto bar volevo vederlo anch’io.
Ovvio, se fosse confermato ci sarebbe parecchio da dire, lo so.
Ma ho glissato finora per un paio di motivi.
Il primo è che da nessuna parte, nel comunicato dell’avvocato Giacinto Canzona e quindi delle agenzie che lo hanno ripreso, c’era l’indirizzo del presunto bar: Montesacro è un quartiere popoloso come Monza e bisognerebbe battere strada per strada per verificare se c’è davvero, questo cartello, o almeno se c’è mai stato. Anzi, approfitto per chiedere a qualche lettore della zona, se per caso passa in questo blog, di farci sapere se ha mai visto il messaggio in questione.
Il secondo è che a dettare la notizia all’Ansa è stato appunto l’avvocato Giacinto Canzona, già noto in passato per aver rifilato ai media un bel mix di notizie in forte odor di bufala: una suora fermata a 180 all’ora in autostrada, un pattinatore multato perché pattinava senza patente, un’obesa costretta a pagare un supplemento-ciccia su un volo RyanAir, un gatto che ha ereditato dieci milioni di euro, un prete positivo all’etilometro per colpa del vino da messa, una novizia in topless su Facebook, una ragazza che celebra l’addio al nubilato con uno spogliarellista cubano ma il fidanzato la scopre e fa saltare le nozze, una donna che fa il voto di castità e il marito chiede la separazione con addebito, più Giampiero Galeazzi condannato per aver detto «terrone» al suo portinaio.
Qualcuno in passato era arrivato a paragonare l’avvocato Canzona a Luther Blisset – insomma uno scoperchiatore consapevole dei meccanismi malati dei media.
Boh, può darsi, anche se il giochino non è nuovissimo e di razzismo vero in Italia ce ne sarebbe abbastanza per non farsi venire l’uzzolo di inventarsi quello farlocco.
Al momento, comunque, ogni tentativo di raggiungere l’avvocato Canzona sui suoi numeri di telefono – studio e cellulare – è risultato vano. Mica per altro, ma a Montesacro in moto da casa mia ci arrivo in cinque minuti, e ’sto bar volevo vederlo anch’io.
tratto da www.nonleggerequestoblog.it
Quel cazzo che gli pare.
Non solo è un pregiudicato con un curriculum processuale da paura.
Non solo è ad un passo da una condanna definitiva per concorso esterno associazione mafiosa.
Non solo è un fan sfegatato di Benito Mussolini, "un uomo troppo buono, straordinario, di grande cultura". Non solo ha apertamente dichiarato che a lui della politica non gliene "frega niente", e che sta in Parlamento solo ed unicamente "per non finire in galera".
Ma il braccio destro di Silvio Berlusconi, il Senatore Pdl Marcello Dell'Utri, può persino permettersi il lusso di risultare tra i primi 10 parlamentari italiani - su 945 - per fancazzismo istituzionale. E' completamente "improduttivo". Non fa nulla. E dinnanzi a tutto questo, per favore, non diteci che quella italiana è una democrazia come le altre.
Ma il braccio destro di Silvio Berlusconi, il Senatore Pdl Marcello Dell'Utri, può persino permettersi il lusso di risultare tra i primi 10 parlamentari italiani - su 945 - per fancazzismo istituzionale. E' completamente "improduttivo". Non fa nulla. E dinnanzi a tutto questo, per favore, non diteci che quella italiana è una democrazia come le altre.
venerdì 8 aprile 2011
Linguaggi & tendopoli
In questi giorni di frenetica attività diplomatica tra Italia e Francia, l'esodo di migranti dal nord Africa verso le coste di Lampedusa è continuato incessante.
Rallentato, in alcuni giorni, solo dalle contarie e avverse condizioni del mare.
L'attenzione dei mass-media si è concentrata sulle dichiarazioni della classe politica di casa nostra.
Il solito copione.
Se per gioco si fosse messo il muto al sonoro del nostro televisore e si avesse provato a indovinare cosa diceva questo o quel politico in base alla suo partito di appartenenza, avremmo avuto un altissima probabilità di indovinarlo anche senza essere muniti di poteri divinatori o di preveggenza.
Vedevi Bossi e pensavi a un fora de bal.
Vedevi Vendola e pensavi a solidarietà senza se e senza ma.
Vedevi Casini e pensavi alla moderazione cattolica.
Vedevi Berlusconi e continuavi a tenere il muto al televisore.
Un copione stanco, appunto.
Ma che tratteggia perfettamente il profilo di una classe politica che annaspando nel fronteggiare da sola una crisi molto più grande delle proprie potenzialità sta mirando dritto e forzatamente a recriminare aiuti all'Europa e a cercare accordi con la Francia e con Tunisi.
I recenti accordi col paese nord-africano e con i cugini transalpini fanno ben sperare in una risoluzione del problema, senza però azzardarsi a fare previsioni sui tempi.
Intanto l'esodo continua.
E con esso anche i primi incidenti, come l'affondamento di qualche giorno fa di un barcone della speranza e la scomparsa di ben 150 persone in mare.
A volte non si riflette abbastanza sulla portata umana di una notiza data da una agghindata giornalista di un qualsiasi telegiornale.
Siamo ormai assuefatti ai ritmi con cui possiamo apprendere da un telegiornale della morte di un tabaccaio, della rapina in una banca o del sequestro di un uomo in trenta secondi.
Uno spot.
Non hai il tempo di reagire o comprenderne la portata che già stai guardando un servizio su una ricetta in cucina piuttosto che dell'incredibile stupore con cui a luglio inoltrato ti bombardano di servizi per dirti che fa caldo.
Anzi, a proposito.
Approfittiamo della occasione per fare uno scoop sensazionale anticipandovi già oggi 8 aprile che anche quest'anno a luglio farà caldo.
A volte tuttavia ci scuotiamo dal nostro torpore.
Dopo il fora de bal di Bossti, l'incidente dei 150 disperati e le immagini di quei cadaveri galleggianti ha smosso qualche coscienza, riportando ciò che sta accadendo in un ambito di realtà.
La morte che ci ricorda l'importanza della vita.
La cosa si è ripetuta in questi giorni fortunatamente attraverso un percorso contrario e decisamente più positivo riportandoci ad un senso vivo e quotidiano della esistenza di questi migranti.
Un gruppo di musica popolare, virtuosi della pizzica e della tarantata, si recato a Manduria, appena fuori dalla tendopoli.
Attrezzati di chitarre, tamburelli e fisarmoniche ed abbigliati a tono hanno cominciato a suonare e a ballare.
In un attimo la gente ha cominciato a cantare, suonare e ballare insieme.
I servizi dei telegiornali si sono così, per una volta, arricchiti di un tocco di originalità, rivelandoci l'ovvietà della forza della vita.
Ed ecco quindi che attraverso un linguaggio universale come la musica, alla fine, si riscopre l'uguaglianza umana nelle sue emozioni di fondo. .
Attraverso quelle scene anomale per una tendopoli, assolutamente inusuali per una situazione di emergenza, la musica ci ha riportato alla realtà meglio di qualsiasi altro discorso.
Quelle immagini di uomini italiani e stranieri che indistintamente cantano e ballano insieme per un momento di sollievo da una tragedia infinita ci hanno ricordato per un attimo che per quanto diversi, per cultura, storia e provenienza, siamo tutti uomini.
Ci ha ricordanto che prima che clandestino, migrante o rifugiato esiste una persona che in qualsiasi angolo del mondo si dovrebbe sempre tutelare nella sua dignità di uomo.
Perchè una vita umana riamane una vita umana. Con o senza un permesso di soggiorno.
Francesco Piccinni
Rallentato, in alcuni giorni, solo dalle contarie e avverse condizioni del mare.
L'attenzione dei mass-media si è concentrata sulle dichiarazioni della classe politica di casa nostra.
Il solito copione.
Se per gioco si fosse messo il muto al sonoro del nostro televisore e si avesse provato a indovinare cosa diceva questo o quel politico in base alla suo partito di appartenenza, avremmo avuto un altissima probabilità di indovinarlo anche senza essere muniti di poteri divinatori o di preveggenza.
Vedevi Bossi e pensavi a un fora de bal.
Vedevi Vendola e pensavi a solidarietà senza se e senza ma.
Vedevi Casini e pensavi alla moderazione cattolica.
Vedevi Berlusconi e continuavi a tenere il muto al televisore.
Un copione stanco, appunto.
Ma che tratteggia perfettamente il profilo di una classe politica che annaspando nel fronteggiare da sola una crisi molto più grande delle proprie potenzialità sta mirando dritto e forzatamente a recriminare aiuti all'Europa e a cercare accordi con la Francia e con Tunisi.
I recenti accordi col paese nord-africano e con i cugini transalpini fanno ben sperare in una risoluzione del problema, senza però azzardarsi a fare previsioni sui tempi.
Intanto l'esodo continua.
E con esso anche i primi incidenti, come l'affondamento di qualche giorno fa di un barcone della speranza e la scomparsa di ben 150 persone in mare.
A volte non si riflette abbastanza sulla portata umana di una notiza data da una agghindata giornalista di un qualsiasi telegiornale.
Siamo ormai assuefatti ai ritmi con cui possiamo apprendere da un telegiornale della morte di un tabaccaio, della rapina in una banca o del sequestro di un uomo in trenta secondi.
Uno spot.
Non hai il tempo di reagire o comprenderne la portata che già stai guardando un servizio su una ricetta in cucina piuttosto che dell'incredibile stupore con cui a luglio inoltrato ti bombardano di servizi per dirti che fa caldo.
Anzi, a proposito.
Approfittiamo della occasione per fare uno scoop sensazionale anticipandovi già oggi 8 aprile che anche quest'anno a luglio farà caldo.
A volte tuttavia ci scuotiamo dal nostro torpore.
Dopo il fora de bal di Bossti, l'incidente dei 150 disperati e le immagini di quei cadaveri galleggianti ha smosso qualche coscienza, riportando ciò che sta accadendo in un ambito di realtà.
La morte che ci ricorda l'importanza della vita.
La cosa si è ripetuta in questi giorni fortunatamente attraverso un percorso contrario e decisamente più positivo riportandoci ad un senso vivo e quotidiano della esistenza di questi migranti.
Un gruppo di musica popolare, virtuosi della pizzica e della tarantata, si recato a Manduria, appena fuori dalla tendopoli.
Attrezzati di chitarre, tamburelli e fisarmoniche ed abbigliati a tono hanno cominciato a suonare e a ballare.
In un attimo la gente ha cominciato a cantare, suonare e ballare insieme.
I servizi dei telegiornali si sono così, per una volta, arricchiti di un tocco di originalità, rivelandoci l'ovvietà della forza della vita.
Ed ecco quindi che attraverso un linguaggio universale come la musica, alla fine, si riscopre l'uguaglianza umana nelle sue emozioni di fondo. .
Attraverso quelle scene anomale per una tendopoli, assolutamente inusuali per una situazione di emergenza, la musica ci ha riportato alla realtà meglio di qualsiasi altro discorso.
Quelle immagini di uomini italiani e stranieri che indistintamente cantano e ballano insieme per un momento di sollievo da una tragedia infinita ci hanno ricordato per un attimo che per quanto diversi, per cultura, storia e provenienza, siamo tutti uomini.
Ci ha ricordanto che prima che clandestino, migrante o rifugiato esiste una persona che in qualsiasi angolo del mondo si dovrebbe sempre tutelare nella sua dignità di uomo.
Perchè una vita umana riamane una vita umana. Con o senza un permesso di soggiorno.
Francesco Piccinni
giovedì 7 aprile 2011
LA VERITA' DI GREENPEACE SU FUKUSHIMA da www.cadoinpiedi.it
di Giuseppe Onufrio - 6 Aprile 2011
Due squadre in Giappone, come a Chernobyl, per misurare i livelli radioattivi. In Italia l'agenzia di sicurezza è stata affidata a Veronesi, la cui fondazione è finanziata da Eni e Edf
Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, ci parla della missione a Fukushima.
Greenpeace a Fukushima. Perché questa missione?
Noi anche in altre occasioni abbiamo mandato squadre per avere una valutazione indipendente e darla al pubblico. Naturalmente mandare due squadre di reputazione in una situazione incidentale, comporta anche dei rischi, quindi questa missione è stata preparata con cura proprio per fare una valutazione preliminare di quali erano le possibilità, i tempi e quindi le eventuali dosi che i nostri operatori andavano a prendere. Adesso abbiamo due squadre, una continua a fare la valutazione dell'esposizione della radioattività esterna. Ricordiamo che chi vive lì oltre alle radiazioni che colpiscono il corpo all'esterno, subisce anche quelle che vengono ingerite o inalate. Abbiamo già visto che un villaggio 40 chilometri a nord - ovest da Fukushima presenta valori che suggeriscono un'evacuazione. Abbiamo chiesto questa evacuazione, ma per adesso soltanto le donne incinte sono state mandate via. La seconda squadra invece si occuperà di più di fare delle analisi sulle matrici alimentari e quindi sul cibo, la contaminazione della carne, verdure, pesce etc..
Perché c'è il sospetto che non ci dicano tutta la verità?
Quello che è stato fatto nel passato e le omissioni che ci sono state, sono tutte legate alla valutazione di sicurezza dell'impianto. Voglio ricordare che la simulazione di un incidente come quello che è accaduto è stata effettuata per la prima volta su un impianto americano nel 1981. Nel 1990 l'agenzia di sicurezza del nucleare giapponese ha escluso come scenario la possibilità che una centrale nucleare in quel paese potesse rimanere per troppo tempo, per troppe ore in black out. Quindi la catena di omissioni e di falsità che ci sono state sono legate a quel tasso di omertà nucleare che poi è venuta fuori. Per fortuna con alcuni scandali che hanno coinvolto l'azienda che è proprietaria dell'impianto, la Tepco, in più occasioni si è visto che i documenti di sicurezza erano stati falsificati o manomessi. Quindi è proprio questa situazione che non ci porta a avere molta fiducia nelle informazioni che vengono date. Anche il governo giapponese si è lamentato soprattutto del fatto della scarsa tempestività con cui le cose sono state dette anche a loro. Adesso mi sembra che il flusso di informazioni c'è, bisogna però sempre stare sul chi va là, quello che sappiamo sono questo sversamento di acqua ancora contaminata in maniera relativa, ma sappiamo che dentro i reattori e dentro le condotte sotto gli impianti ci sono livelli di contaminazione molto elevati e quello che abbiamo sentito adesso è che la Tepco sta iniettando azoto dentro gli impianti, questo per ridurre il rischio di esplosione di idrogeno, il che significa, come anche alcune fonti americane hanno detto (ricordiamo che i reattori sono di tecnologia americana della General Elettric, la stessa tecnologia che abbiamo a Caorso, e che stavamo costruendo a Montaldo di Castro), che almeno il reattore 1 e il 70% delle barre è danneggiato.Siamo ancora molto lontani da una situazione di stabilità e la fusione del nocciolo continua. C'è ancora il rischio che ci sia un'esplosione causata dalla produzione di idrogeno dentro il reattore.
Per raffreddare le barre potrebbero volerci 100 anni. La Tepco intende farlo con l'acqua del mare. Vuol dire che avremo sversamenti radioattivi nell'oceano per ancora un secolo?
Questo è inaccettabile. Tra l'altro dobbiamo ricordare che mettendo acqua dentro il reattore, la reazione nucleare viene alimentata, quindi loro mettono acqua insieme a acido borico, l'acqua è acqua di mare, l'acqua di mare contiene sale che corrode ulteriormente l'impianto, quindi è una situazione che non può andare avanti per sempre. E' chiaro che è la dimostrazione però che in questi casi l'industria nucleare non sa cosa fare quando il reattore esce fuori controllo, e per andare fuori controllo basta un black out di 12/13 ore, secondo la simulazione fatta a suo tempo negli Stati Uniti. L'immissione di radionuclidi in mare ha un impatto indiretto sulla salute dell'uomo, poiché chiaramente c'è una contaminazione dell'ambiente. La catena alimentare mano a mano che si passa dalle microalghe agli organi superiori, vive una concentrazione di radionuclidi. Lo iodio 131 per questo genere di impatto ha meno rilevanza perché in 3 mesi si è scaricato. Il problema sono le concentrazioni di cesio 137 che invece per ridursi a un millesimo di quello che era l'immissione originaria, richiede 3 secoli.
Dagli Stati Uniti hanno portato in Giappone una pompa di cemento. Vogliono cementificare tutto, come per Chernobyl?
Il problema è che quando c'è la fusione del nocciolo si ha un magma incandescente tra i 2000 e i 2500 gradi. Noi non sappiamo che forma ha preso, perché se questo magma si spande in un fondo e si sparge è meno pericoloso. Se invece questo magma per qualche ragione rimane ammassato è più pericoloso perché si va in massa critica. La reazione tende a continuare, quindi è un po' imprevedibile. A Chernobyl fu costruito un tunnel sotto per cercare di, in qualche modo, creare una barriera in cemento tra il magma e la falda acquifera, qui non so cosa abbiano intenzione di fare. E' chiaro che su queste centrali alla fine andranno costruiti probabilmente dei sarcofaghi. Vedo molto difficile quello che hanno dichiarato di volerlo smantellare perché lo smantellamento in una condizione in cui c'è una contaminazione così estesa, diventa estremamente pericoloso e costoso perché i lavoratori addetti che devono andare in quel sito sono esposti a livelli elevati di radiazioni.
Il Giappone va evacuato?
Noi abbiamo chiesto l'evacuazione fino a 40 chilometri a nord - ovest, la radioattività per il momento è andata prevalentemente verso nord e verso il mare. A Chernobyl la zona di esclusione è tutt'ora disabitata, anche se qualcuno poi è rientrato a suo rischio e pericolo, nel raggio dei 30 chilometri. Lì dipenderà da quale sarà la mappa soprattutto per il cesio che ha un tempo di dimezzamento di 30 anni, quindi ci mette circa 3 secoli a diventare un millesimo di quello che era l'inizio. Lo iodio invece ha effetti più brevi e più localizzati alla tiroide.
Perché negli Stati Uniti stanno reclutando persone da mandare a Fukushima?
Quella è tecnologia americana, quindi c'è un problema che è questo: nel momento in cui la zona è contaminata, ci sarà un momento in cui bisognerà decidere di non mandare più gli operai e gli addetti che hanno già assorbito livelli massicci di radiazioni, mentre a Chernobyl si mandarono i liquidatori, quindi migliaia e migliaia di persone dell'esercito a sversare sabbia e cemento, la cui sorte è uno dei problemi su cui c'è una polemica tutt'ora in corso. Il Giappone non ha fatto questa strada anche perché le polemiche di Chernobyl sono ancora vive, quindi c'è un problema di mandare gente che sa di cosa si tratta, mandare qualcuno che non conosca l'impianto e non sappia cosa fare è doppiamente pericoloso. Occorre mandare persone qualificate. Credo che gli americani stiano cercando di dare una mano ai giapponesi, visto che quelle sono tutte centrali costruite dalla General Elettric che è americana. Poi negli Stati Uniti hanno già avuto qualche traccia maggiore di quella che è arrivata qui di pioggia contenente iodio. Hanno già trovato lo iodio in tracce nel latte, quindi i venti prevalenti dal Giappone sono arrivati anche negli Stati Uniti.
In Italia c'è chi si attrezza con strumenti di misurazione per calcolare la radioattività autonomamente. E' un buon metodo?
Non è soltanto una questione di procurarsi gli strumenti, poi bisogna anche saperli usare bene gli strumenti. I nostri tecnici che sono andati giù sono tecnici di quinto livello. Dobbiamo evitare anche di spaventare troppo le persone. In Italia, dopo Chernobyl un certo controllo a campione di alcune matrici alimentari viene fatto, credo che intanto bisogna chiedere che gli organismi pubblici siano indipendenti e siano dotati di strutture e soldi per fare delle analisi a vasto raggio. Quello che preoccupa in Italia è che la costituenda agenzia di sicurezza nucleare è stata data al Prof. Veronesi, il quale fino a oggi ha fatto una propaganda da piazzista nucleare, al di là delle fesserie che ha detto e che abbiamo contestato, la direttiva europea separa nettamente i compiti di chi promuove la tecnologia da chi fa il controllo. In Italia certamente c'è un deficit di credibilità nelle strutture di controllo, proprio per questa scelta di dare a Veronesi, con questa specie di propaganda che lui ha fatto, chi si fida più delle strutture? Chi fa i controlli a tutela della salute pubblica, deve avere la massima indipendenza e la massima capacità anche di ispezione, questo bisogna chiederlo. Dire ai cittadini controllate voi è un po' pericoloso perché poi le misure vanno fatte bene perché altrimenti è possibile fare confusione.
Certo, affidare le verifiche a gente come Veronesi, che sul nucleare è stato abbastanza chiaro, non sembra un grande mossa in effetti...
Guardi, Veronesi ha dei meriti nel suo campo. E' un oncologo, ha fatto del bene a tanta gente, quindi non è che voglia fare una polemica personalistica su Veronesi. Però ha fatto delle affermazioni come quella che terrebbe le scorie nucleari nella camera da letto, che sono affermazioni... Capisco che questo è un paese ormai da barzelletta, però esiste un argomento o alcuni argomenti e uno di questi è il nucleare su cui trovo non tollerabile procedere con delle barzellette. Abbiamo anche presentato sul nostro sito e sulla stampa, l'analisi di quello che significherebbe prendere uno dei contenitori meno pericolosi che vanno a Gorleben e se lo tenesse a un metro di distanza. Si avrebbe una dose di radioattività che arriva a 80/85 volte quello che è il massimo ammissibile per una persona, quindi come si fa a dire una cosa di questo genere? Credo che tutto questo suo impegno sia un impegno propagandistico e quindi estremamente pericoloso nel momento in cui lui è chiamato a tutelarci. Deve diventare un po' il Carabiniere della sicurezza e certamente sembra invece che faccia la promozione ai malviventi. L'altra cosa che andrebbe vista è questa: sappiamo che la Fondazione Veronesi fa tante cose buone per l'amor del cielo, si è impegnata nella ricerca contro il cancro e tutto quanto, però è finanziata sia dall'Enel che da Edf che sono i promotori del nucleare. Vi sembra possibile che chi deve fare il controllore, la sua fondazione o la fondazione che porta il suo nome sia finanziata dai controllati? Credo che solo in Italia e in qualche altro paese non particolarmente trasparente, possa succedere una cosa di questo genere.
Greenpeace a Fukushima. Perché questa missione?
Noi anche in altre occasioni abbiamo mandato squadre per avere una valutazione indipendente e darla al pubblico. Naturalmente mandare due squadre di reputazione in una situazione incidentale, comporta anche dei rischi, quindi questa missione è stata preparata con cura proprio per fare una valutazione preliminare di quali erano le possibilità, i tempi e quindi le eventuali dosi che i nostri operatori andavano a prendere. Adesso abbiamo due squadre, una continua a fare la valutazione dell'esposizione della radioattività esterna. Ricordiamo che chi vive lì oltre alle radiazioni che colpiscono il corpo all'esterno, subisce anche quelle che vengono ingerite o inalate. Abbiamo già visto che un villaggio 40 chilometri a nord - ovest da Fukushima presenta valori che suggeriscono un'evacuazione. Abbiamo chiesto questa evacuazione, ma per adesso soltanto le donne incinte sono state mandate via. La seconda squadra invece si occuperà di più di fare delle analisi sulle matrici alimentari e quindi sul cibo, la contaminazione della carne, verdure, pesce etc..
Perché c'è il sospetto che non ci dicano tutta la verità?
Quello che è stato fatto nel passato e le omissioni che ci sono state, sono tutte legate alla valutazione di sicurezza dell'impianto. Voglio ricordare che la simulazione di un incidente come quello che è accaduto è stata effettuata per la prima volta su un impianto americano nel 1981. Nel 1990 l'agenzia di sicurezza del nucleare giapponese ha escluso come scenario la possibilità che una centrale nucleare in quel paese potesse rimanere per troppo tempo, per troppe ore in black out. Quindi la catena di omissioni e di falsità che ci sono state sono legate a quel tasso di omertà nucleare che poi è venuta fuori. Per fortuna con alcuni scandali che hanno coinvolto l'azienda che è proprietaria dell'impianto, la Tepco, in più occasioni si è visto che i documenti di sicurezza erano stati falsificati o manomessi. Quindi è proprio questa situazione che non ci porta a avere molta fiducia nelle informazioni che vengono date. Anche il governo giapponese si è lamentato soprattutto del fatto della scarsa tempestività con cui le cose sono state dette anche a loro. Adesso mi sembra che il flusso di informazioni c'è, bisogna però sempre stare sul chi va là, quello che sappiamo sono questo sversamento di acqua ancora contaminata in maniera relativa, ma sappiamo che dentro i reattori e dentro le condotte sotto gli impianti ci sono livelli di contaminazione molto elevati e quello che abbiamo sentito adesso è che la Tepco sta iniettando azoto dentro gli impianti, questo per ridurre il rischio di esplosione di idrogeno, il che significa, come anche alcune fonti americane hanno detto (ricordiamo che i reattori sono di tecnologia americana della General Elettric, la stessa tecnologia che abbiamo a Caorso, e che stavamo costruendo a Montaldo di Castro), che almeno il reattore 1 e il 70% delle barre è danneggiato.Siamo ancora molto lontani da una situazione di stabilità e la fusione del nocciolo continua. C'è ancora il rischio che ci sia un'esplosione causata dalla produzione di idrogeno dentro il reattore.
Per raffreddare le barre potrebbero volerci 100 anni. La Tepco intende farlo con l'acqua del mare. Vuol dire che avremo sversamenti radioattivi nell'oceano per ancora un secolo?
Questo è inaccettabile. Tra l'altro dobbiamo ricordare che mettendo acqua dentro il reattore, la reazione nucleare viene alimentata, quindi loro mettono acqua insieme a acido borico, l'acqua è acqua di mare, l'acqua di mare contiene sale che corrode ulteriormente l'impianto, quindi è una situazione che non può andare avanti per sempre. E' chiaro che è la dimostrazione però che in questi casi l'industria nucleare non sa cosa fare quando il reattore esce fuori controllo, e per andare fuori controllo basta un black out di 12/13 ore, secondo la simulazione fatta a suo tempo negli Stati Uniti. L'immissione di radionuclidi in mare ha un impatto indiretto sulla salute dell'uomo, poiché chiaramente c'è una contaminazione dell'ambiente. La catena alimentare mano a mano che si passa dalle microalghe agli organi superiori, vive una concentrazione di radionuclidi. Lo iodio 131 per questo genere di impatto ha meno rilevanza perché in 3 mesi si è scaricato. Il problema sono le concentrazioni di cesio 137 che invece per ridursi a un millesimo di quello che era l'immissione originaria, richiede 3 secoli.
Dagli Stati Uniti hanno portato in Giappone una pompa di cemento. Vogliono cementificare tutto, come per Chernobyl?
Il problema è che quando c'è la fusione del nocciolo si ha un magma incandescente tra i 2000 e i 2500 gradi. Noi non sappiamo che forma ha preso, perché se questo magma si spande in un fondo e si sparge è meno pericoloso. Se invece questo magma per qualche ragione rimane ammassato è più pericoloso perché si va in massa critica. La reazione tende a continuare, quindi è un po' imprevedibile. A Chernobyl fu costruito un tunnel sotto per cercare di, in qualche modo, creare una barriera in cemento tra il magma e la falda acquifera, qui non so cosa abbiano intenzione di fare. E' chiaro che su queste centrali alla fine andranno costruiti probabilmente dei sarcofaghi. Vedo molto difficile quello che hanno dichiarato di volerlo smantellare perché lo smantellamento in una condizione in cui c'è una contaminazione così estesa, diventa estremamente pericoloso e costoso perché i lavoratori addetti che devono andare in quel sito sono esposti a livelli elevati di radiazioni.
Il Giappone va evacuato?
Noi abbiamo chiesto l'evacuazione fino a 40 chilometri a nord - ovest, la radioattività per il momento è andata prevalentemente verso nord e verso il mare. A Chernobyl la zona di esclusione è tutt'ora disabitata, anche se qualcuno poi è rientrato a suo rischio e pericolo, nel raggio dei 30 chilometri. Lì dipenderà da quale sarà la mappa soprattutto per il cesio che ha un tempo di dimezzamento di 30 anni, quindi ci mette circa 3 secoli a diventare un millesimo di quello che era l'inizio. Lo iodio invece ha effetti più brevi e più localizzati alla tiroide.
Perché negli Stati Uniti stanno reclutando persone da mandare a Fukushima?
Quella è tecnologia americana, quindi c'è un problema che è questo: nel momento in cui la zona è contaminata, ci sarà un momento in cui bisognerà decidere di non mandare più gli operai e gli addetti che hanno già assorbito livelli massicci di radiazioni, mentre a Chernobyl si mandarono i liquidatori, quindi migliaia e migliaia di persone dell'esercito a sversare sabbia e cemento, la cui sorte è uno dei problemi su cui c'è una polemica tutt'ora in corso. Il Giappone non ha fatto questa strada anche perché le polemiche di Chernobyl sono ancora vive, quindi c'è un problema di mandare gente che sa di cosa si tratta, mandare qualcuno che non conosca l'impianto e non sappia cosa fare è doppiamente pericoloso. Occorre mandare persone qualificate. Credo che gli americani stiano cercando di dare una mano ai giapponesi, visto che quelle sono tutte centrali costruite dalla General Elettric che è americana. Poi negli Stati Uniti hanno già avuto qualche traccia maggiore di quella che è arrivata qui di pioggia contenente iodio. Hanno già trovato lo iodio in tracce nel latte, quindi i venti prevalenti dal Giappone sono arrivati anche negli Stati Uniti.
In Italia c'è chi si attrezza con strumenti di misurazione per calcolare la radioattività autonomamente. E' un buon metodo?
Non è soltanto una questione di procurarsi gli strumenti, poi bisogna anche saperli usare bene gli strumenti. I nostri tecnici che sono andati giù sono tecnici di quinto livello. Dobbiamo evitare anche di spaventare troppo le persone. In Italia, dopo Chernobyl un certo controllo a campione di alcune matrici alimentari viene fatto, credo che intanto bisogna chiedere che gli organismi pubblici siano indipendenti e siano dotati di strutture e soldi per fare delle analisi a vasto raggio. Quello che preoccupa in Italia è che la costituenda agenzia di sicurezza nucleare è stata data al Prof. Veronesi, il quale fino a oggi ha fatto una propaganda da piazzista nucleare, al di là delle fesserie che ha detto e che abbiamo contestato, la direttiva europea separa nettamente i compiti di chi promuove la tecnologia da chi fa il controllo. In Italia certamente c'è un deficit di credibilità nelle strutture di controllo, proprio per questa scelta di dare a Veronesi, con questa specie di propaganda che lui ha fatto, chi si fida più delle strutture? Chi fa i controlli a tutela della salute pubblica, deve avere la massima indipendenza e la massima capacità anche di ispezione, questo bisogna chiederlo. Dire ai cittadini controllate voi è un po' pericoloso perché poi le misure vanno fatte bene perché altrimenti è possibile fare confusione.
Certo, affidare le verifiche a gente come Veronesi, che sul nucleare è stato abbastanza chiaro, non sembra un grande mossa in effetti...
Guardi, Veronesi ha dei meriti nel suo campo. E' un oncologo, ha fatto del bene a tanta gente, quindi non è che voglia fare una polemica personalistica su Veronesi. Però ha fatto delle affermazioni come quella che terrebbe le scorie nucleari nella camera da letto, che sono affermazioni... Capisco che questo è un paese ormai da barzelletta, però esiste un argomento o alcuni argomenti e uno di questi è il nucleare su cui trovo non tollerabile procedere con delle barzellette. Abbiamo anche presentato sul nostro sito e sulla stampa, l'analisi di quello che significherebbe prendere uno dei contenitori meno pericolosi che vanno a Gorleben e se lo tenesse a un metro di distanza. Si avrebbe una dose di radioattività che arriva a 80/85 volte quello che è il massimo ammissibile per una persona, quindi come si fa a dire una cosa di questo genere? Credo che tutto questo suo impegno sia un impegno propagandistico e quindi estremamente pericoloso nel momento in cui lui è chiamato a tutelarci. Deve diventare un po' il Carabiniere della sicurezza e certamente sembra invece che faccia la promozione ai malviventi. L'altra cosa che andrebbe vista è questa: sappiamo che la Fondazione Veronesi fa tante cose buone per l'amor del cielo, si è impegnata nella ricerca contro il cancro e tutto quanto, però è finanziata sia dall'Enel che da Edf che sono i promotori del nucleare. Vi sembra possibile che chi deve fare il controllore, la sua fondazione o la fondazione che porta il suo nome sia finanziata dai controllati? Credo che solo in Italia e in qualche altro paese non particolarmente trasparente, possa succedere una cosa di questo genere.
Processo breve prosegue la battaglia in aula - da www.ilfattoquotidiano.it
Processo breve, prosegue la battaglia in aula
Oggi Consiglio dei ministri: possibile fiducia. Ma il premier chiede ai suoi di blindare la legge a prova Quirinale
Alla Camera il processo breve, al Senato il processo lunghissimo. In aula a Montecitorio i lavori sono proseguiti fino a mezzanotte nel tentativo di “sfrondare” gli oltre duecento emendamenti presentati alla legge che accorcia i termini della prescrizione (e cancella il procedimento Mills che vede imputato il premier). Intanto a Palazzo Madama, la commissione Giustizia ha approvato un emendamento presentato dal Pdl che allunga senza limiti il processo consentendo alla difesa di presentare infiniti elenchi di testimoni. Dando così la possibilità alla difesa di portare il procedimento fino all’inevitabile prescrizione. Ma non è tutto. L’emendamento prevede che una sentenza passata in giudicato non potrà più considerarsi prova definitiva per il processo. Quindi in quello Mills la condanna a carico dell’avvocato corrotto non può essere usata come prova a carico del premier imputato. La strada al Senato sembra in discesa. Ma gli occhi sono puntati su Montecitorio dove oggi ci sarà la terza giornata consecutiva di battaglia per arrivare ad approvare il processo breve con il combinato disposto della prescrizione breve per gli incensurati.
I lavori sono cominciati stamani alle 9, con la relazione del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sull’immigrazione e la tragedia al largo di Lampedusa di ieri. Poi riprenderà l’esame degli emendamenti e il voto. I tempi sono contingentati, è probabile che il voto definitivo possa slittare a martedì prossimo ma si saprà solo oggi pomeriggio alle 15. Silvio Berlusconi ha infatti convocato un Consiglio dei ministri di poco più di un’ora: dalle 13.30 alle 15, così da permettere ai ministri di essere presenti in aula a dare battaglia su ogni singolo emendamento. Anche perché, come mostrato chiaramente martedì sul conflitto di attribuzione, tutti i componenti dell’esecutivo sono indispensabili al momento del voto: i 330 deputati di cui parla il Cavaliere sono ancora un traguardo lontano.
E l’opposizione conferma di voler proseguire l’ostruzionismo attuato negli ultimi giorni. L’azione congiunta della maggioranza nei due rami del Parlamento (processo breve alla Camera e lungo al Senato) è “chiaramente ad personam e va contrastata politicamente con ogni mezzo”, annuncia Roberto Rao, capogruppo Udc in commissione giustizia. “La pessima novità di giornata è rappresentata dall’emendamento Mugnai che è stato inserito all’ultimo momento al Senato nel provvedimento fortemente voluto dalla Lega e dalla collega Lussana sull’inapplicabilità del giudizio abbreviato per i reati puniti con l’ergastolo. Chiedo alla Lega se è complice o vittima di questa strategia, fortemente criticata anche dal Csm, che per cercare di risolvere i problemi di Berlusconi finirà per negare la possibilità di ottenere giustizia a decine di migliaia di cittadini a causa della prescrizione”. Anche Idv e Pd hanno garantito ostruzionismo: “Useremo ogni virgola del regolamento per fermare le leggi ad personam”.
Visti da Palazzo Grazioli, i lavori dell’aula si annunciano complessi. E se ieri Berlusconi non si è presentato a Montecitorio, oggi potrebbe vedersi costretto a mostrarsi ai suoi. Ma dopo le tre. Dopo il consiglio dei ministri, che durerà il tempo di una decisione: porre la fiducia o no sul passaggio in aula del processo breve. Anche a costo di sfidare Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato è più volte intervenuto nelle ultime settimane, ma il premier non sembra preoccuparsene. O, almeno, non quanto dei tribunali italiani. Ma quando ieri il Presidente della Repubblica da L’Aquila dichiara che per fermare il processo breve “faccio quello che posso” e il Csm bolla il testo della norma come “amnistia sostanziale”, il Cavaliere è costretto a chiamare a raccolta i suoi, Ghedini e Alfano in testa, per chiedere di blindare la legge a prova di Quirinale. Perché poi Napolitano la legge deve firmarla. E potrebbe tenerla ferma un mese. Così i tempi si allungherebbero e il processo Mills ha udienze fissate fino a luglio e c’è il rischio che possa arrivare a sentenza
I lavori sono cominciati stamani alle 9, con la relazione del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sull’immigrazione e la tragedia al largo di Lampedusa di ieri. Poi riprenderà l’esame degli emendamenti e il voto. I tempi sono contingentati, è probabile che il voto definitivo possa slittare a martedì prossimo ma si saprà solo oggi pomeriggio alle 15. Silvio Berlusconi ha infatti convocato un Consiglio dei ministri di poco più di un’ora: dalle 13.30 alle 15, così da permettere ai ministri di essere presenti in aula a dare battaglia su ogni singolo emendamento. Anche perché, come mostrato chiaramente martedì sul conflitto di attribuzione, tutti i componenti dell’esecutivo sono indispensabili al momento del voto: i 330 deputati di cui parla il Cavaliere sono ancora un traguardo lontano.
E l’opposizione conferma di voler proseguire l’ostruzionismo attuato negli ultimi giorni. L’azione congiunta della maggioranza nei due rami del Parlamento (processo breve alla Camera e lungo al Senato) è “chiaramente ad personam e va contrastata politicamente con ogni mezzo”, annuncia Roberto Rao, capogruppo Udc in commissione giustizia. “La pessima novità di giornata è rappresentata dall’emendamento Mugnai che è stato inserito all’ultimo momento al Senato nel provvedimento fortemente voluto dalla Lega e dalla collega Lussana sull’inapplicabilità del giudizio abbreviato per i reati puniti con l’ergastolo. Chiedo alla Lega se è complice o vittima di questa strategia, fortemente criticata anche dal Csm, che per cercare di risolvere i problemi di Berlusconi finirà per negare la possibilità di ottenere giustizia a decine di migliaia di cittadini a causa della prescrizione”. Anche Idv e Pd hanno garantito ostruzionismo: “Useremo ogni virgola del regolamento per fermare le leggi ad personam”.
Visti da Palazzo Grazioli, i lavori dell’aula si annunciano complessi. E se ieri Berlusconi non si è presentato a Montecitorio, oggi potrebbe vedersi costretto a mostrarsi ai suoi. Ma dopo le tre. Dopo il consiglio dei ministri, che durerà il tempo di una decisione: porre la fiducia o no sul passaggio in aula del processo breve. Anche a costo di sfidare Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato è più volte intervenuto nelle ultime settimane, ma il premier non sembra preoccuparsene. O, almeno, non quanto dei tribunali italiani. Ma quando ieri il Presidente della Repubblica da L’Aquila dichiara che per fermare il processo breve “faccio quello che posso” e il Csm bolla il testo della norma come “amnistia sostanziale”, il Cavaliere è costretto a chiamare a raccolta i suoi, Ghedini e Alfano in testa, per chiedere di blindare la legge a prova di Quirinale. Perché poi Napolitano la legge deve firmarla. E potrebbe tenerla ferma un mese. Così i tempi si allungherebbero e il processo Mills ha udienze fissate fino a luglio e c’è il rischio che possa arrivare a sentenza
martedì 5 aprile 2011
La P2 è un incubo maschile - Anna Vinci - tratto da www.beppegrillo.it
La P2 era una loggia massonica coperta. Oggi abbiamo un governo massonico scoperto. I piduisti di ieri hanno fatto carriera. Il presidente del consiglio, tessera 1816, e il portavoce del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, tessera 2232 ci spiegano il Piano di Rinascita Democratica di Gelli con i fatti. Giorno dopo giorno, nella sua applicazione reale, concreta. Gelli, il gran maestro, condannato a 10 anni per calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per depistaggio delle indagini sulla strage della stazione di Bologna (85 morti e 200 feriti), recita la parte di vecchio saggio in televisione e si lamenta perché non gli viene riconosciuto ufficialmente il copyright del programma di Governo, dalla Giustizia, alla legge elettorale, al controllo delle televisioni. In un altro Paese sarebbero stati condannati per alto tradimento, nel nostro hanno raggiunto i vertici delle Istituzioni.
Quando, nel 1981, fu scoperto dai giudici Gherardo Colombo e Giuliano Turone l'elenco dei piduisti si capì che la Storia dell'Italia nata dalla Resistenza, democratica e repubblicana era una copertura per un gruppo di avventurieri che avevano il controllo della nazione, banchieri, generali, politici, giornalisti, magistrati. Una cupola da far impallidire Cosa Nostra. Solo 972 piduisti furono identificati su 2.400. Tina Alselmi fu scelta come presidente della Commissione parlamentare da Nilde Iotti, allora presidente della Camera, e interpretò il suo ruolo con coscienza e coraggio. Per questo la sua carriera politica fu distrutta. Sarebbe stata un grande Presidente della Repubblica.
Tina Anselmi credeva che i nomi venuti alla luce fossero i pesci piccoli, gli altri, un migliaio, mai identificati, erano più importanti. Ma cosa è più importante di un generale o di un direttore di giornale se non un presidente del consiglio o un suo ministro o il capo di una grande impresa? Oggi il cerchio si chiude, il cittadino è escluso dalle istituzioni con la legge elettorale porcata di matrice piduista, le televisioni sono il megafono del governo, la giustizia sta per essere ingabbiata. La P2 regna. Dove si deve andare per iscriversi?
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